Il danno biologico rappresenta la lesione dell’integrità psicofisica di una persona, indipendentemente dalle ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. Questa tipologia di danno si riferisce alle conseguenze negative sulla salute e sul benessere dell’individuo, derivanti da eventi come incidenti stradali, errori medici o altri fatti lesivi.

La valutazione e la quantificazione del danno biologico sono state oggetto di evoluzione nel tempo, con l’introduzione di strumenti normativi e tabelle specifiche per garantire una maggiore uniformità e equità nei risarcimenti. Recentemente, l’approvazione della Tabella Unica Nazionale (TUN) ha segnato un passo significativo in questa direzione, standardizzando i criteri per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da lesioni macropermanenti.

TUN Tabella Unica Nazionale
Il D.P.R. 13 gennaio 2025, n. 12 ha introdotto la TUN – Tabella Unica Nazionale

Definizione di Danno Non Patrimoniale e le Sue Tipologie

Il danno non patrimoniale rappresenta ogni pregiudizio subito da una persona che non sia quantificabile in termini economici diretti. A differenza del danno patrimoniale, che copre perdite finanziarie come spese mediche o mancato guadagno, il danno non patrimoniale riguarda le sofferenze fisiche, morali e relazionali subite dalla vittima. Si suddivide in diverse categorie:

  • Danno biologico: Consiste nella lesione dell’integrità psicofisica della persona, valutata in base a tabelle medico-legali.
  • Danno morale: Riconosciuto per la sofferenza interiore e lo stato d’animo negativo provocato dall’evento dannoso.
  • Danno esistenziale: Si riferisce alle alterazioni significative nella qualità della vita e nelle abitudini della vittima.
  • Danno alla vita di relazione: Comprende le difficoltà nel mantenere rapporti sociali e familiari a causa delle conseguenze del danno subito.

Ogni tipo di danno viene valutato in modo distinto, ma spesso concorre alla determinazione complessiva del risarcimento spettante alla vittima.

Differenze Storiche tra la Tabella del Tribunale di Milano e Quella del Tribunale di Roma

Prima dell’introduzione della Tabella Unica Nazionale, i tribunali italiani adottavano criteri differenti per la liquidazione del danno non patrimoniale, con le tabelle di Milano e Roma come principali riferimenti.

La Tabella del Tribunale di Milano era considerata un punto di riferimento nazionale per la liquidazione del danno biologico. Questa tabella seguiva un criterio progressivo, aumentando l’importo del risarcimento all’aumentare della gravità del danno. Inoltre, prevedeva una personalizzazione del risarcimento in base alle specifiche condizioni della vittima.

La Tabella del Tribunale di Roma, invece, adottava un criterio più rigido, basato su un calcolo standardizzato con minori margini di personalizzazione. Le differenze principali tra le due tabelle erano:

  • Valore del punto di invalidità: Le tabelle milanesi attribuivano importi più elevati ai punti di invalidità più alti rispetto a quelle romane.
  • Personalizzazione del danno morale: La Tabella di Milano permetteva una maggiore discrezionalità nella valutazione del danno morale, mentre quella di Roma utilizzava un metodo più rigido.
  • Utilizzo nei processi: Le tabelle milanesi erano adottate dalla maggior parte dei tribunali italiani, mentre quelle romane venivano utilizzate soprattutto nella giurisdizione capitolina.

Queste differenze generavano incertezze e disparità nei risarcimenti, motivo per cui si è reso necessario un intervento normativo per uniformare i criteri di liquidazione su scala nazionale.

Il Decreto che Introduce la Tabella Unica Nazionale

L’entrata in vigore del D.P.R. 13 gennaio 2025, n. 12 ha introdotto la Tabella Unica Nazionale per la liquidazione del danno non patrimoniale da lesioni macropermanenti (quelle superiori ai 9 punti di invalidità permanente). Questo provvedimento rappresenta una svolta importante per la standardizzazione del sistema risarcitorio in Italia.

Le principali novità introdotte dal decreto sono:

  • Unificazione del criterio di calcolo: Ora tutti i tribunali italiani devono fare riferimento alla TUN per determinare gli importi risarcitori.
  • Incremento progressivo del valore del punto di invalidità: L’importo cresce con l’aumento della percentuale di invalidità.
  • Adeguamento in base all’età: Il risarcimento diminuisce all’aumentare dell’età del danneggiato, considerando una minore aspettativa di vita.
  • Inclusione del danno morale: La tabella prevede una quota aggiuntiva per il danno morale, che può essere aumentata fino al 50% in base alla specificità del caso.

L’introduzione della TUN ha eliminato le incertezze derivanti dalla coesistenza di più tabelle, garantendo maggiore uniformità e prevedibilità nei risarcimenti.

Come Utilizzare la TUN per il Calcolo del Danno Biologico

Per calcolare il danno biologico utilizzando la Tabella Unica Nazionale, è necessario seguire questi passaggi:

  1. Determinare il grado di invalidità permanente: Un medico legale valuta la percentuale di invalidità in base alla gravità della lesione.
  2. Consultare la TUN: Individuare nella tabella il valore economico corrispondente al grado di invalidità e all’età del danneggiato.
  3. Calcolare il danno morale: Applicare l’eventuale percentuale aggiuntiva per il danno morale, se riconosciuto.
  4. Somma totale: Sommare il danno biologico e il danno morale per ottenere l’importo totale del risarcimento.

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Danno Biologico: definizione, calcolo, TUN - Tabella Unica Nazionale